Andrey Felipe Sgorla, italo-brasiliano, è ricercatore in Didattica e Ricerca Educativa (RTDa, M-PED/03) presso il Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive dell'Università di Siena.
Dottore di Ricerca in Scienze Sociali (PUCRS, Brasile, 2021) e in Apprendimento e Innovazione nei Contesti Sociali e Lavorativi (Università di Siena, 2023), con due tesi che hanno seguito adulti in transizioni non lineari verso professioni artigianali in Brasile, Italia, Portogallo e Spagna, spesso al di fuori dei percorsi istituzionali consolidati.
La sua ricerca attuale indaga come i futuri professionali acquisiscano credibilità e possibilità di realizzazione attraverso le esperienze educative e gli assetti istituzionali, e perché le istituzioni ne riconoscano alcuni, ma non altri, anche quando questi ultimi dispongono di forme di sostegno altrettanto solide. Attraverso un approccio interdisciplinare che integra etnografia istituzionale, ricerca biografica comparativa e indagine longitudinale, la ricerca si articola in tre linee.
La prima — Immaginazione professionale e disuguaglianza prospettica — costituisce il nucleo teorico: distingue tra fragilità finzionale, quando si indeboliscono i sostegni narrativi, convenzionali e relazionali di un futuro, e dislocazione finzionale, quando un futuro solidamente sostenuto incontra il mancato riconoscimento istituzionale. Questi meccanismi orientano la ricerca sulla disuguaglianza prospettica, intesa come il modo in cui gli assetti educativi e istituzionali contribuiscono alla distribuzione diseguale dell’accesso a futuri credibili e concretamente perseguibili.
La seconda — Orientamento istituzionale, transizioni educative e riconoscimento — costituisce il nucleo empirico e pedagogico: esamina come le università, i sistemi di formazione e i servizi di orientamento organizzino il riconoscimento di traiettorie diversificate, con particolare attenzione agli studenti universitari di prima generazione, agli studenti con percorsi non tradizionali e agli studenti lavoratori, nonché al ruolo di mediazione svolto da educatori e professionisti dell’orientamento tra traiettorie individuali, aspettative istituzionali e opportunità disponibili.
La terza — Mediazione algoritmica e riconfigurazione del riconoscimento — rappresenta una linea complementare: si interroga su come cambino le pratiche di riconoscimento individuate nelle prime due linee quando il giudizio valutativo di educatori e professionisti dell’orientamento è sempre più mediato da sistemi algoritmici, e se tale mediazione ampli o restringa il repertorio dei futuri che le istituzioni sono in grado di riconoscere come credibili.
Ha svolto attività di ricerca post-dottorale presso la Scuola Superiore Sant’Anna e l’Università di Scienze Gastronomiche, nonché periodi di docenza e ricerca in qualità di Visiting Professor presso università in Brasile, Portogallo, Spagna e Regno Unito. Partecipa al gruppo di esperti dell’OCSE dedicato all’analisi dell’AI augmentation nei contesti lavorativi (2026–2027).