Emilia Petrocelli è ricercatrice in tenure track (RTT) in Lingua, Traduzione e Linguistica Inglese (ANGL-01/C, ex L-LIN/12) presso l'Università di Siena. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Linguistica e Didattica dell'Italiano come Lingua Straniera presso l'Università per Stranieri di Siena, conducendo parte della sua ricerca dottorale sotto la supervisione del Professor Rod Ellis all'Università di Auckland, in Nuova Zelanda, dove ha lavorato anche come assistente alla ricerca. In qualità di docente di ruolo di Lingua e Cultura Inglese nelle scuole secondarie italiane, ha alla spalle oltre vent’anni di esperienza nell’insegnamento della lingua inglese, unendo teoria linguistica e applicazioni pratiche nell’ambito didattico. In precedenza, ha ricoperto il ruolo di ricercatrice a tempo determinato di tipo A (RtdA) presso l’Università per Stranieri di Siena, contribuendo a numerosi progetti di ricerca ed eventi accademici. Inoltre, ha insegnato Italiano come seconda lingua (L2) in Gran Bretagna, Nuova Zelanda e Corea del Sud.
I principali interessi di ricerca della dott.ssa Petrocelli riguardano l’Inglese per scopi specifici (ESP) e l'acquisizione dell'inglese come seconda lingua. Ha pubblicato articoli su riviste nazionali e internazionali, esaminando le caratteristiche linguistiche della comunicazione scientifica nei comunicati stampa universitari, così come le strategie di hedging nella comunicazione scientifica e nella scrittura in lingua seconda.
Il suo lavoro integra teorie sull'apprendimento linguistico, come i Principi dell'insegnamento linguistico di Rod Ellis (2005), il Content and Language Integrated Learning (CLIL) e il Task-Based Language Teaching (TBLT), con applicazioni anche per persone non vedenti o ipovedenti. La dott.ssa Petrocelli ha inoltre contribuito alla ricerca sull’educazione STEAM e sul ruolo del racconto nell’apprendimento linguistico, dimostrando il suo impegno verso approcci interdisciplinari. Recentemente, la sua ricerca si è estesa all’analisi delle ideologie relative all’inglese come lingua globale, utilizzando anche sistemi di eye-tracking per studiare i comportamenti di navigazione web.